L’armadietto numero 9 – episodio 5

Lui è fantastico. E si, ha rapito il mio cuore. Parliamo di un piccolo lui. E’ arrivato come un uragano e uragano è davvero il termine più giusto per descriverlo. Un mix tra Arnold e Michael Jackson.

Sento la sua voce chiamarmi dagli spogliatoi ancor prima di vederlo. Poi iniziano i racconti delle giornate in cui non ci siamo visti, i passi di danza improvvisati, i sorrisi, gli abbracci.

E io adoro gli abbracci.

Ci si dice tantissimo anche senza parlare davvero.

A volte mi ritrovo a immaginare la sua vita prima di oggi. Prima dell’Italia. Prima di questa piscina.

Ma poi mi basta guardare lui. E guadare i suoi genitori. C’è un amore cosi grande da rendere tutto il resto secondario. E allora penso che quel bagaglio che si porta addosso non sarà mai un peso. Solo l’inizio di qualcosa di bellissimo.

Mi mancherà.

Resterà nell’aria il profumo di quella carbonara promessa e mai mangiata davvero.

Farò tesoro di quegli abbracci.

Alle 13 chiudo l’armadietto numero 9.

Oggi sono rimasti gli abbracci.

Sarà l’acqua.

Ma alcune persone, passando di qui, lasciano qualcosa che non va più via.